PLAY THERAPY

PLAY THERAPY

 La Play Therapy consiste nell’uso strategico del gioco all’interno del contesto terapeutico mirato all’espressione e all’elaborazione di pensieri, bisogni e sentimenti del bambino.

Sebbene il gioco sia sempre stato riconosciuto come mezzo di comunicazione, comprensione del bambino e sviluppo della relazione terapeutica, la Play Therapy è un paradigma 

che si è sviluppato evolutivamente all’interno di diversi orientamenti teorici che presentano somiglianze e differenze nel loro approccio che viene contraddistinto come Play Therapy Direttiva e Play Therapy Non Direttiva. La Play Therapy Cognitivo- Comportamentale (CBPT) viene inserita tra gli approcci direttivi. 

Knell (2009) descrive le somiglianze e le differenze più salienti tra questi due approcci raggruppandoli in: direzione e obiettivi della terapia, materiali di gioco e le attività, valore educativo del gioco, interpretazione del gioco del bambino e ruolo della lode. Ovviamente questa descrizione può risultare estremamente riduttiva del paradigma della Play Therapy, ma da una idea degli aspetti che verranno meglio descritti nelle pagine specifiche.

DIREZIONE E OBIETTIVI

Nella play therapy non direttiva la direzione non è accettata in quanto il bambino deve essere accettato per come è, senza alcun tipo di imposizione esterna. Nella Play Therapy Cognitivo-Comportamentale, invece, vengono stabiliti obiettivi terapeutici e la direzione verso questi obiettivi costituisce la base dell’intervento.

MATERIALI DI GIOCO E ATTIVITÀ

Nella play therapy non direttiva il materiale di gioco, le attività e la direzione del gioco sono sempre scelti dal bambino, a differenza della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale in cui vengono selezionati dal bambino e dal terapeuta.

GIOCO EDUCATIVO

Nella play therapy non direttiva l’educazione non è appropriata perché considerata una forma di direzione. Nella Play Therapy Cognitivo-Comportamentale il gioco è usato per insegnare abilità e comportamenti alternativi e più adattivi.

INTERPRETAZIONI E COLLEGAMENTI

Nella play therapy non direttiva il terapeuta non interpreta il gioco del bambino ma condivide la sua accettazione più incondizionata. Il terapeuta esperto in Play Therapy Cognitivo-Comportamentale introduce l’interpretazione del gioco del bambino, portando le questioni più significative ad essere espresse verbalmente. 

LA LODE

Nella play therapy non direttiva la lode non è considerata appropriata  per cui significherebbe comunicare al bambino che il terapeuta non lo accetta per come è ma che lo desidererebbe diverso. Nella Play Therapy Cognitivo-Comportamentale la lode rappresenta una componente cruciale della terapia. La lode comunica al bambino quali comportamenti sono appropriati e fa sì che questi vengano rinforzati positivamente.